Arriviamo ad Ali Calabria supportati via Radio dal cordialissimo Aramis che ci accompagna subito a fare una meritata colazione.
La restante parte della giornata viene trascorsa tra una pennichella, un volo panoramico su Tropea e una cena in un ristorante tipico in compagnia di due nuovi amici arrivati con due tre assi nel pomeriggio.
Il mattino successivo con nostro stupore, ci ritroviamo avvolti da una fitta nebbia, i mezzi completamente bagnati ed un ritardo sull’orario di partenza causato dall’impossibilità di decollare.
Ma non ci diamo per vinti, al primo raggio di sole stacchiamo le ruote da terra diretti alla meta più agognata: la Sicilia.
Sbucando dal promontorio ci troviamo subito sul golfo di Gioia Tauro, proseguiamo costeggiando il mare ammirando le pendici verdissime che si tuffano su un’acqua dalle sfumature incantevoli, ogni tanto qualche spiaggetta rompe le alte scogliere, ma finalmente tra la foschia intravediamo lo stretto.
Siamo ormai su Scilla, da qui puntiamo diretti sul pilone del vecchio elettrodotto che si trova in terra siciliana, quello che a detta di tutti doveva essere un passaggio difficoltoso, grazie all’assoluta calma di vento, si rivela un momento carico di piacevoli emozioni.
Ci lasciamo Messina sulla sinistra costeggiando i Peloritani e oltrepassata la città ci portiamo sul mare per scendere verso le terre infuocate dell’Etna.
Sul tratto di costa che sorvoliamo iniziamo a vedere splendide ville con piscina, questo ci fa intuire che ci stiamo avvicinando alla storica città di Taormina.
Di fronte a noi la maestosità dell’Etna; possiamo ammirare arrivandogli vicino un pennacchio bianco nella sua sommità e più a sud un’impressionante colonna grigia che sta a dimostrare una forte eruzione in atto; rimaniamo per qualche attimo senza fiato e perdiamo la concentrazione sulla nostra rotta tanto da superare la nostra meta, il campo Etna volo.
Nell’atterraggio alcuni di noi hanno l’impressione di poggiare le ruote su una portaerei, sono solo le 10.00 del mattino ma ci sembra di scioglierci come ghiaccioli, l’unica fonte di refrigerio è una canna dell’acqua con la quale goliardicamente giochiamo bagnandoci l’uno con l’altro.
Distesi all’ombra delle nostre ali sentiamo distintamente il lamento del vulcano, un borbottio che ci fa accapponare la pelle, ma un rumore rompe il silenzio, finalmente è arrivato il camper con le bibite fresche.
Il luogo merita una sosta di un paio di giorni che trascorriamo tra bagni al mare, succulenti piatti di pesce al ristorante “Sette nani”, e uno strabiliante volo a 3800 metri…la magia di vedere un vulcano in eruzione è sicuramente un’avventura che non ci stancheremo mai di raccontare.
Il 3 agosto alle ore 17.00 ci rimettiamo in marcia con destinazione avio club Siracusa, essendo l’aeroporto di Catania chiuso per inagibilità, le autorità ci concedono l’attraversamento del loro ATZ previo contatto radio con Catania e Sigonella torre.
L’emozione durante il passaggio in testata pista è grande, senza contare l’opportunità che abbiamo di vedere dall’alto la splendida città di Catania.
Lasciate alla nostra sinistra le raffinerie del golfo di Augusta ci rendiamo conto che nessuno di noi troverà con difficoltà la pista, la si vede già da lontano, è una striscia bianca impossibile da confondere col resto del paesaggio di un colore ocra accesissimo.
Questa volta nel circuito d’atterraggio ci armiamo di un pò più di pazienza, infatti al nostro tour si sono aggiunti Eros e Claudio i 2 treassisti conosciuti nel campo di ali Calabria con i quali abbiamo instaurato una simpatica amicizia.
Le persone incontrate qui sono di una disponibilità disarmante, ci fanno sentire parte di una grande famiglia il cui denominatore comune è la passione per il volo, passione così grande da cancellare i confini alle regioni e da rendere comuni mentalità e abitudini.
Grazie alla presenza del camper, anche questa volta possiamo dedicarci alla parte culturale della vacanza, visitando il parco archeologico di Siracusa dove ci divertiamo a intonare un coretto all’interno dell’orecchio di Dionisio e il quartiere antico dell’ Ortigia dove dopo una lunga passeggiata sul lungomare ci regaliamo la famosa granita al latte di mandorla.
Il 5 agosto, ubriachi di sonno, ripartiamo con meta Ragusa facendo però un largo giro per passare su Capo Passero senza rendercene conto rimaniamo in silenzio radio incantati dal paesaggio che scorre sotto di noi, il mare a volte si colora di giallo grazie all’argilla che si trova sul fondo, e gli isolotti incontaminati nelle vicinanze di Portopalo fanno pensare alla perfezione.
Ancora ammaliati da queste immagini, non riusciamo a staccarci dalla costa e proseguiamo il viaggio fino a Pozzallo, qui a malincuore dobbiamo salutare il mare e ci prepariamo a sorvolare luoghi aridi e immersi nel “niente” fino a raggiungere Ragusa.
Restiamo strabiliati , immersa in un ambiente arido e ostile, come non ne abbiamo trovato fin’ora, ottocento metri di asfalto segnalato con le luci per il volo notturno, ci sta aspettando. Siamo all’aviosuperfice dell’Eremo della Giubiliana (RG), forse l’unica in Italia così strutturata; è un vero piacere poggiare le ruote e rullare lisci come l’olio, peccato che su di essa gravi una tassa d’atterraggio e sia carente di servizi.
Il signor Mancini ci riserva una accoglienza sua particolare e ci accompagna all’annessa masseria trasformata in hotel, per un’abbondante colazione.
L’abbigliamento da pellegrini del cielo non è proprio adatto a frequentare le splendide sale del luogo e ci sentiamo un po’ imbarazzati.
Il resto della giornata lo trascorriamo visitando i giardini del castello e bagnandoci alla spiaggia di Pozzallo dove trascorriamo la serata.
6 agosto, ore sei del mattino, i nostri mezzi decollano diretti alla costa nord della Sicilia passando su Caltanissetta, ancora una volta questa incredibile isola ci regala nuovi paesaggi. Saliamo lentamente di quota per superare i monti più alti che incontriamo appena prima di raggiungere la costa, piccole nubi ci costringono ad un piacevole slalom…piacevole per tutti tranne per Nicola che come al solito, incurante dei consigli degli anziani è decollato col solito paio di “sandalini”.
Sbucando sul mare vediamo subito sotto di noi il campo Albatros. A terra urge una buona colazione e grazie alle indicazioni di alcuni contadini raggiungiamo facilmente un bar dove aspettiamo l’arrivo di Michele Gagliani. Persona squisita con la quale trascorriamo la mattinata tra racconti e aneddoti.
La pista è situata a 50 mt. dal mare, ma purtroppo qui l’acqua non è molto pulita e non ci resta altra alternativa che trascorrere il pomeriggio, la serata e il giorno successivo a visitare le splendide Cefalù e Palermo allietando i nostri palati con piatti tipici e dedicandoci finalmente alle cartoline e allo shopping.
7 agosto ore 17.00, il vento che arriva costantemente dal mare non ci impedisce di decollare verso Caronia ad un’ora verso ovest. Appena in volo, si ode un forte e breve crepitio in cuffia e perdiamo il contatto radio con Nicola, solo all’arrivo veniamo a sapere che i cavi di collegamento dei caschi uno dopo l’altro sono andati a finire nell’elica e che uno di questi è rimasto impigliato nella pinna della Pegasus costringendo Nicola a non cabrare per tutto il viaggio e ad atterrare a motore spento. Qui siamo accolti cordialmente dal proprietario del campo, e decidiamo di fermarci solo una notte accampandoci con le nostre tende visto e considerato che non c’è nessun tipo di servizio.
Il mattino successivo mentre prepariamo i mezzi il silenzio che aleggia nel gruppo lascia trasparire che ognuno di noi è consapevole che durante questa tappa saluteremo la Sicilia con tutte le sue bellezze e contraddizioni, abbiamo l’impressione che questa terra magica abbia colto i nostri pensieri regalandoci un’alba indimenticabile.
Sorvoliamo tutta la costa nord accompagnati in lontananza, alla nostra destra dall’Etna e alla nostra sinistra dalle isole Eolie, avvicinandoci allo stretto incontriamo un sottile strato di nubi compatte che sorvoliamo fino a raggiungere il vecchio pilone dell’elettrodotto e da qui puntiamo al continente per tornare al campo Ali Calabria.
Uno di noi viene raggiunto da una cattiva notizia e il gruppo decide di tornare a casa percorrendo la via più semplice perché già conosciuta.
Nel pomeriggio ripartiamo verso Policoro passando questa volta sul mare dodici miglia al largo di Lamezia a 100 mt. di quota, non è piacevole vedere che all’orizzonte non si scorge nessuna imbarcazione, per tutti sono i venti minuti più lunghi del viaggio.
Dopo Amantea facciamo quota per superare la catena montuosa che ci separa da Cosenza e raggiungere quindi la valle del Crati per proseguire poi su Sibari ed arrivare infine a Policoro.
Il mattino successivo decolliamo verso Termoli effettuando una sosta tecnica per rifornimento a Lavello dove scambiamo qualche parola in inglese con i piloti australiani di Air Tractor usati per servizio antincendio, cinque aerei che per il loro aspetto ci sembrano usciti da un cartone animato.
Nel pomeriggio da Termoli ripartiamo verso Val Vibrata, le condizioni sembrano buone ma per la seconda volta Catia preferisce fare il viaggio in camper, nessuno da peso alle sue capacità sensitive ma una volta in volo tutti si ricredono.
Una corrente d’aria caldissima ed estremamente turbolenta ci avvolge e ci accompagna fino a Pescara ma quando ormai i piloti di delta sono quasi convinti a buttare il loro mezzo per passare al treassi fortunatamente la situazione migliora e arriviamo all’aviosuperfice Val Vibrata cullati da un’aria fresca e calmissima.
Il motivo che ci spingeva ad arrivare a casa il più velocemente possibile in parte si risolve e il gruppo è ben felice di trattenersi il giorno successivo per poter partecipare alla festa organizzata dal club per sabato, il tempo però non ce lo permette, infatti un violento temporale rovina la festa inoltre un forte vento da nord soffia nei due giorni seguenti permettendoci di ripartire solo il lunedi mattina.
Il
riposo forzato ci permette di godere della tranquillità del luogo, ci
da la possibilità di gustare l’ottima cucina tipica e ci lascia il
tempo di conoscere ancora meglio i nostri compagni di viaggio acquisiti,
Claudio ed Eros,che salutiamo a malincuore all’alba del 13 agosto
prima di decollare per l’ultima tappa che ci porterà alla fine del
nostro viaggio.
Siamo coscienti che il volo comporta dei rischi, sia nei pressi del proprio campo sia a 1000 km di distanza, vorremmo che il nostro racconto allontanasse il timore che molti piloti hanno di allontanarsi da luoghi conosciuti e per questo considerati sicuri per scoprire che una buona pianificazione del viaggio lo rende anche sicuro.
Ci auguriamo inoltre che le informazioni raccolte possano essere utili a chi come noi è amante dell’avventura.
Hanno
partecipato al viaggio: Nicola Giorato, 29 anni, alla barra del trike Rossi Soavi-Pegasus motorizzato
rotax 582 65 hp (Giurassiko).
Valter
Fabris, 46 anni, alla barra del trike Filippin-Sirio 12 motorizzato
Rotax 447 con “forse” 40 hp (Indios
del cielo). Catia Ferrigioni, anni 28, passeggero(Brooky). Fabio Ziglio, 23 anni, ai comandi dell’Eurostar motorizzato Rotax
912 100 hp (Misurino). Albino
e Marisa Giorato alla guida del camper di appoggio. Claudio
Bonoretti e Eros Ferretti di Reggio Emilia a bordo di due Fire-Fox
motorizzati 582 65 hp compagni acquisiti durante il viaggio.
I
NUMERI DEL RAID:
14
i giorni viaggio
2600
Km percorsi
33
le ore di volo in delta
17
le ore di volo in treassi
15
i campi di volo visitati
Ulteriori informazioni e foto sul sito di Fabio: http://digilander.iol.it/guig
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