Relazione gara consumi
In
data 29 settembre 2001 presso l’aeroporto di Belluno “Arturo d’Alloro
“, si è disputata la disfida aerea, fra
Luca Pradelli e Fabio Crivelli. Le modalità della gara, ci sono state
rivelate alcuni minuti prima della prova dal presidente dell’ aeroporto
Domenico Chiesa. Il percorso è stato stabilito lungo la tratta, Belluno –
Fonzaso – Belluno, per un totale di circa 80 Km; vincente sarebbe risultato
il velivolo più parco nei consumi.
I
piloti, prima del decollo, hanno dovuto depositare nelle mani della giuria uno
scritto contenete: il consumo ed il tempo stimato per il compimento del
percorso.
La
prova ha visto nettamente vincente il velivolo pilotato da Luca Pradelli
Dichiarazioni
dei piloti:
|
Piloti |
Luca Pradelli |
Fabio
Crivelli |
| Tempo dichiarato |
1:08:00 |
1:10:00 |
| Tempo stimato |
1:08:30 |
1:08:00 |
| Consumo dichiarato (litri) |
7,5 |
10,00 |
| Consumo effettuato (litri) |
7,0 |
9,5 |
Caratteristiche
dei velivoli:
|
Luca
Pradelli |
Trike:
Rossi Soavi Paolo Ala: Sirio Hazard 12 Motore: Rotax 462 (46 HP) Elica: Junkers
|
|
|
Fabio
Crivelli |
Trike:
Pagotto
|
Come
è nata la sfida:
Per
un litro di benzina , 2 tempi contro 4 tempi.
Ho
visto su Aviazione Sportiva la presentazione del carrello Pagotto
di Fabio Crivelli; dai commenti derivanti la prova del mezzo, venivano
messe in risalto le qualità della motorizzazione, che garantivano consumi
bassissimi.
Io
che sono un sostenitore del motore 2T che per le sue doti di leggerezza trovo
ideale per il nostro tipo di mezzi, ho trovato assurdo montare un motore il
cui peso supera quello del velivolo al quale deve essere applicato.
In
quei momenti mi tornavano in mente le parole dell’ Ing. Garuffa il
quale,nella sua pubblicazione di motoristica edita dall’ Hoepli nel 1918,
riferendosi al motore per aviazione aveva a dire: << il
motore per aereo non deve essere un motore alleggerito ma un motore leggero
dippersè>> ….<< già da un anno la FIAT produce un motore che
è apprezzato in tutto il mondo ed esportato perfino negli Stati Uniti il cui
rapporto peso potenza è in ordine di volo ampiamente sotto il Kg\CV>>
. La ricerca della leggerezza unita all’affidabilità e all’efficienza dei
motori è sempre stata oggetto dei massimi sforzi da parte dei progettisti
delle ditte produttrici. Soprattutto a quei
tempi, le soluzioni proposte erano veramente molteplici, mentre
l’industria era fiorente
anche nel nostro paese.
Se
le idee in tempi apparentemente primordiali per l’aviazione, erano così
chiare su quali reqisiti dovesse avere il motore d’aviazione e sulle strade
da perseguire nello sviluppo e ricerca delle prestazioni, il motore 2T trovava
la sua nicchia laddove necessitava leggerezza, e semplicità
d’installazione.
Ho
cominciato tramite la lista a lanciare la sfida,
è stata subito accolta con
cordialissimo spirito sportivo.Si è fatto sul serio ognuno convinto de
proprio mezzo. In un rincalzare di messaggi e battute, intanto grazie alla
lista hanno appoggiato l’iniziativa, applaudendo alla sfida un pò tutti.
Il
2 tempi contro un 4 tempi.
Di
fatto quando ho iniziato a consultare i luminari dei motori e del mondo dei
delta tutti dico tutti mi hanno dato per sconfitto.
Era
troppo scontato che in una prova di consumi non avrei potuto prevalere contro
un mezzo il cui motore ha un consumo specifico (gr.Kw\h) di gran lunga più
basso del mio , pertanto nella plateale consapevolezza di questo elemento
tutti hanno decretato la mia sconfitta.
Ulteriore
elemento contro di cui doversi cimentare sembrerebbe derivare
dal fatto che stando alla libertà del pilota di scegliere le velocità
cui impostare la prova, il fatto che la mia SIRIO con una
superficie di 11,5 m2 contro i 16,5 m2 della Chronos
imporrebbe potenze necessarie maggiori rispetto una metratura maggiore.
Forse
tutti non hanno tenuto giusto conto del fattore “carico” del fatto che
l’ala del deltaplano è soggetta a modificarsi enormemente sotto l’azione
aerodinamica e che le sue prestazioni espresse in funzioni di coefficienti Cp,
Cr variano contestualmente al
variare del carico alare applicato, variando di fatto il profilo alare in
continuazione.
Come
conclusione ritengo sia soprattutto per il deltaplano a motore di fondamentale
importanza la leggerezza, affinchè sia mantenibile quel requisito di tratto
che lo caratterizza: LA VERSATILITA’.
Contro
i sostenitori del 2 tempi sia di esempio la nettezza del divario sui consumi
che è apparso dalle prove in cui è stata mantenuta la medesima velocità
,tenere conto che la strada effettivamente percorsa non è stata la linea
retta bensì il letto del Piave, lungo il quale abbiamo dovuto volare per
effettuare le foto testanti la regolarità del percorso, nella misura
approssimativa di un 10% .
Interessante
sarebbe verificare con una prova analoga se l’egemonia del Rotax permarrebbe
anche contro Simonini, che potrebbe essere un degno avversario essendo
il motore leggero, potente e soprattutto per le soluzioni dell’ammissione
lamellare ecc .
Trovo
il motore due tempi il migliore di quello a 4 tempi per una serie plurima di
motivi: quello del minor costo per il suo sviluppo, dell’elevata potenza
specifica,
Vorrei
proporre questa disfida contro Simonini, Zanzottera, Arrow affinchè sia di
impulso ai nostri costruttori, i cui mezzi, risultano essere i migliori sul
mercato internazionale, sia per i carrelli che per le ali, quanto ai motori
risulta molto difficile svilupparne a causa dei costi e dell’inerzia del
mercato a recepire i nuovi prodotti, tipi a 4tempi.
Sia
quindi Simonini a mettere a disposizione un motore per la prova tecnica di
consumo, contro un motore Rotax su di un deltaplano a motore magari di
caratteristiche analoghe.
Si
ringrazia la FIVU, nella persona del Sig Tracanzan, l’ing. Bani per il suo
supporto tecnico ed i membri tutti dell’aeroporto di Belluno, l’Argonauta
per la sua capacità catalizzatrice nell’organizzare l’evento.
Genova 7/09/2001
Luca Pradelli
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