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Ali sul Sahara 2000


Fantasticare un volo in Delta in Africa e farlo diventare realtà !!

Semplicemente Africa!!Quando le ruote del mio delta si sono staccate dalla sabbia della pista del campo di volo di DOUZ  e davanti a me  solo la maestosa immensità del SAHARA, una moltitudine di emozioni ha invaso la mia mente e, se vi dicessi che una lacrima  ha bagnato il mio viso.... Parola di pilota!

Tutto è iniziato in Settembre, dopo una bellissima giornata di volo, nella nostra club house si discuteva sulla possibilità di poter volare all'estero, visitare in volo posti nuovi, accrescere il nostro bagaglio tecnico-culturale. Forse l'input ci è stato dato da una battuta di mia moglie: ragazzi sappiate che per un pilota di delta, NESSUN LUOGO E' LONTANO!!!!!!!
Non ricordo  chi abbia menzionato per primo la TUNISIA ma immediatamente si è cominciato a fantasticare. Fantasticare......
Morale della favola (saltando i preliminari) il giorno 28 Dicembre 1999 alle ore 08.00 la nostra nave carica di Delta e tanta euforia, attracca al porto de LA GOULETTE in terra d’Africa. 
L'avventura ha inizio!

Area di servizio!Per i nostri cinque Delta e i dodici componenti della spedizione, le pratiche doganali sono per lo più una formalità, ed oltre ad un clima mite (confronto a quello che abbiamo lasciato nella cara Treviso!), troviamo una cordialità esemplare nelle forze dell'ordine e tanta simpatia mista a curiosità nella gente. Per poter volare abbiamo dovuto richiedere  preventivamente, i permessi all'ente del volo Tunisino, ogni velivolo regolarmente identificato, assicurazione con estensione per la Tunisia (a cui ha provveduto con celerità sorprendente la BENACQUISTA ASSICURAZIONI) ogni brevetto di volo in regola, su questo punto abbiamo riscontrato una severità non indifferente e, a mio modestissimo parere, sinonimo di serietà, tutto brillantemente affrontato sotto la supervisione del Sig. Luciano Longo, proprietario della  PEGASE, Azienda di turismo aereo e non solo, con sede e campo di volo a DOUZ, la nostra destinazione.

La prima giornata con un cielo coperto passerà velocemente con il montaggio dei mezzi e l'alloggiamento presso l'hotel SAHARA DOUZ, che ci ha offerto ospitalità, relax e ogni tipo di confort completamente inaspettati (eravamo pur sempre in un'oasi!) per la modica cifra di 40.000 lire al giorno in mezza pensione con addirittura una meravigliosa piscina coperta  con  acqua termale aperta ventiquattrore su ventiquattro e, dulcis in fundo, al momento di saldare il conto, il bello  di una   contrattazione  sul prezzo, piacevole usanza di tutti i paesi arabi.
L'emozione del primo decollo sul SAHARA  ha accompagnato ogni momento della  vacanza, aggiungendosi alla moltitudine di sensazioni  percepite attimo per attimo, suoni, profumi e quanto sconosciuto alla nostra vita di tutti i giorni.
Briefing serale davanti ad un Narghilè (la famosa pipa tunisina ) nella hall dell'albergo, per decidere la destinazione del giorno successivo, occhi sulla cartina, rilevamento delle coordinate, punti di rifornimento e quant'altro utile alla navigazione, l'immancabile partita a scopa d'assi e poi tutti a nanna, pronti per l'avventura dell'indomani.

Dopo la sempre troppo abbondante colazione, a piedi fino al campo di volo distante circa trecento metri. Fermata obbligatoria alla piccola caserma della "Garde Nationale" presente in ogni oasi ed in ogni piccolo paese, militari che svolgono la mansione dei nostri Carabinieri, per segnalare in caso di volo a rischio  la nostra rotta con la destinazione, precauzione incredibilmente efficace in caso di emergenze  in pieno deserto; conoscendo la nostra  meta infatti, i  gendarmi provvedevano a segnalare ai loro colleghi il nostro  itinerario rotta e orario stimato d’arrivo, e credetemi, ci si sentiva un attimo più tranquilli. 
Al campo  tutte le mattine, ci  trovavamo in una situazione al limite del paradosso, trovando  sempre le ali ricoperte da un sottile strato di ghiaccio. Svestiti i nostri mezzi dal  loro abito per la notte, una tela cerata preparata a modi "poncho" (con un foro nel mezzo per passare il mast) che copriva completamente il motore e la strumentazione, via al controllo generale con un occhio di riguardo ai pneumatici ed ai cavi dell'acceleratore, i più esposti alla sabbia, un silicio incredibilmente fine, che si è rivelata l'insidia numero uno, ma una volta scoperto il trucco, con un pò di accortezza ed ingegno abbiamo imparato a difenderci degnamente.
  Al confine con l'Algeria
La  dotazione di bordo doveva tassativamente comprendere tutto il necessario per un'emergenza nel deserto: cinque litri di acqua, dieci litri di carburante supplementare, razzi di segnalazione confezionati in modo molto sicuro per evitare combustioni accidentali, kit per riparazioni camera d'aria, bussola portatile, sacco a pelo, barre di cioccolato, oltre alla radio ed al fido GPS (che ha sostituito la sapiente navigazione stellare dei nomadi del deserto), chiavi e cacciaviti, due candele, filo del gas ed il magico nastro adesivo argentato che personalmente  ho  usato tutti i giorni , rivestendo il bordo di attacco dell'elica evitando delle sabbiature terribili!


Ora siamo pronti al decollo!!

Canyon verso Tamerza.Le nostre ali hanno volato su  luoghi incantevoli, carichi di un fascino che solo la terra d'Africa può trasmettere. Come il volo a TAMERZA, meravigliosa oasi di montagna al confine con l'Algeria, un paesaggio indescrivibile, anfratti rocciosi, canyon multicolori, una catena montuosa che sembrava proteggere questa meraviglia naturale e,quando il mio GPS mi ha segnalato "avvicinamento Tamerza", piccoli palmeti ai piedi di una incantevole cascata, si sono mostrati sotto di noi  in tutta la loro bellezza.
Come il volo a Kshar-Guilane, piccola oasi a 100Km. da Douz, in volo verso di lei, un punto scuro si delineava all'orizzonte. A trecentosessanta gradi solo dune e più ci si avvicinava, più la sabbia passava  dal giallo ad un colore rossastro unico. Indescrivibile! Un'antica costruzione romana utilizzata come forte dalla legione straniera,funge da secoli da guardiano a questo angolo di paradiso dove una piscina naturale  di acqua solforosa aspetta di offrire refrigerio ai suoi visitatori.

L'immensità dello SHOTT EL GERID.Come il volo sullo Chott El Gerid, chilometri e chilometri di bianco tagliati di netto solo dalla strada per Tozeur, dove forme innaturali prendono vita al riflesso del sole. Vedo dell'acqua tiro la barra, via motore, mi avvicino al suolo ed  è solo sale! Però il famoso pullman presente su quasi tutti gli opuscoli pubblicitari  non è un miraggio e allora giù per la foto di rito.

Come il volo ad El Qantara dove al nostro atterraggio siamo stati  letteralmente "assaliti" da tutto un villaggio, centinaia di bambini dai visi sorridenti che esprimevano gratitudine per la gioia che i nostri Deltaplani hanno saputo dare loro, chi ti parlava in arabo, chi in francese, chi ti guardava con timore reverenziale chi ti sfidava a una partita a pallone, ma sopratutto, sempre fieri. 
VIA DALL'ELICA! tutti si spostano ai bordi della strada. Baldo, pilota istruttore, con professionalità militare, tiene tutta la situazione sotto controllo permettendoci  di decollare uno per uno  in massima sicurezza. Quando finalmente anche l'ultimo Delta si alza in volo ci dirigiamo verso un'altra meta: pur di pranzare, atterriamo nel parcheggio recintato di un hotel in fianco a due pullman ed un circo di fuoristrada.

Douz , battesimo dell'aria della piccola Claudia.
Occhi sgranati e tanti sorrisi hanno accolto questi visitatori dal modo assai diverso di vivere il deserto. Come il volo alla ricerca delle ROSE, l'avventura più entusiasmante dell'intero viaggio. 
Parlando con dei Berberi, abitanti nomadi delle sabbie, ci lasciano intendere che a circa 140 KM. dal nostro campo, in pieno SAHARA, si trova la cava delle ROSE DEL DESERTO, quelle meravigliose pietre calcaree  formatesi un milione di anni  fa, in vendita in ogni bottega di souvenir. Scusate, che gusto c'è acquistarle quando potremmo prenderle di persona ? Nessuno ha voluto darci le indicazioni esatte per arrivarci (come può essere immaginabile è un luogo  protetto) ma con una piccola mancia riusciamo ad ottenere una direzione, la nostra spia alza il braccio destro e dice : di la! Pianifichiamo il volo, armati di carta e riga tracciamo una rotta. Baldo e Longo sul primo Delta, noi a ruota e via!
Durante il volo, con l’unica compagnia dei nostri pensieri, vediamo una macchia scura rompere la meravigliosa monotonia del deserto. Via il motore! Facciamo tappa in un'oasi microscopica dove troviamo due anziani pastori con le loro caprette completamente isolati dal resto del mondo; ma come faranno  a sopravvivere? Latte di capra e datteri. Mentre io con Paolo, Giuseppe, Walter e Paolino con gli occhiali (come lo chiama la mia piccola Claudia!) ci fermiamo a goderci una fantastica oretta di sole, Baldo e Longo continuano la ricerca. Il suono regolare di un Rotax che si avvicina sempre più rompe la magia del luogo, la radio incomincia a crepitare: L'abbiamo trovata!!!

Le  preziosissime coordinate del posto ci vengono date con  enorme soddisfazione dai nostri due intrepidi navigatori. Impostiamo il GPS e via. Troviamo una zona per atterrare  a circa 2 Km. dalla cava. Con una passeggiata sotto il sole di mezzogiorno che si tramuta in un set da film, tutti abbiamo provato, ma sopratutto capito, cosa vuol dire trovarsi in pieno deserto, arrampicandosi su una duna, simulando una sete terribile ed ovunque si posi il tuo sguardo solo sabbia! 
Ritorniamo alla realtà in uno scenario indimenticabile: una distesa interminabile di minerali che emergono dalla sabbia, dalle forme e dimensioni pi incredibili, uno spettacolo  unico, accentuato ancor di più dalla contentezza di essere riusciti in un certo qual modo a violarne il segreto. Il decollo è stato un attimino più difficoltoso, dovuto al peso dei souvenir!!!

Rifornimento  nell'oasi2.Come il volo al "Cafè La Porte du Desert", una capanna  berbera  completamente isolata in pieno deserto sulla pista che porta a Ksar-Guilane, punto di sosta delle comitive di  fuoristrada, attigua  ad un pozzo dove abbiamo assistito in diretta all'arrivo di una  carovana di circa un centinaio di  assetati Dromedari. I loro conduttori con urla  e improperie, faticavano non poco a trattenere questi maestosi e simpaticissimi navigatori del deserto, eccitati per aver fiutato l'acqua. Uno spettacolo!

Il gestore del Cafè, avendogli  anticipato due giorni prima la nostra visita, ci ha preparato un pranzo coi fiocchi: Kous-Kous e pane cucinato nella sabbia, in diretta, soddisfacendo pupille e papille gustative. Il deserto è anche questo! Abbiamo fatto il pieno di emozioni. 
Arriva Longo euforico: domani arriva la RAI ad effettuare delle riprese in volo!!!
I cameraman della trasmissione ALLE FALDE DEL KILIMANGIARO di RAI 3 ci guardano dubbiosi……………Dobbiamo proprio salire? Accompagnati da ISSAM, dell’ente per il turismo Tunisino a Roma, con la sua simpatia toglie loro ogni dubbio: Vado io per primo!
Dopo circa due ore di riprese: "Ragazzi non è che adesso si potrebbe fare un giro senza le telecamere, sapete, non pensavamo fosse così bello!!!!" ( Ma và?)
In fuga dall'Algeria.

Ed anche un’altra incredibile giornata se n’è andata. 


Non essendo un raid a tappe forzate, ma essenzialmente una vacanza, il poter volare liberi senza vincoli di alcun genere, ha reso tutto più appassionante anche alle  nostre compagne di viaggio che hanno effettuato le loro escursioni  in completa indipendenza, offrendoci  assistenza psicologica  e materiale, sempre in contatto radio sui  fuoristrada, con qualche litro di carburante sempre a bordo. Giovanna, il nostro medico, con la sua presenza, ha offerto a tutti molta tranquillità, Annalia, professoressa di archeologia, ci ha riempito di nozioni  interessantissime, Cristina, mia moglie, dodici giorni di volo per me, dodici giorni di tintarella per lei! Mariarosa, la più scatenata, se avesse avuto una tuta avrebbe potuto essere tranquillamente scambiata per un meccanico da squadra corse! Gimmy, il più fortunato, sempre  in giro con  le nostre compagne, addetto ai rifornimenti e reportage vari, nonché instauratore di ottimi rapporti con la popolazione locale. E per finire la mia piccola Claudia, che, tra dromedari, cavalli e giri in Delta (ha avuto il suo battesimo dell'aria! ) ha totalizzato più ore di "sella" che tutti noi!!

Abbiamo volato in condizioni ottimali per tutti i dodici giorni, mai una nuvola. Un leggero vento sempre presente ma che assolutamente non disturbava la navigazione. La visibilità in volo aveva dell'incredibile, falsando notevolmente le valutazioni delle distanze, avevo a contatto visivo la mia meta, guardo il G.P.S. e mi segna 140 KM!!

La temperatura oscillava da -1° al mattino ai 25°  nelle ore più calde.  
Tramonti da fotografare, stellate da contemplare, vivendo delle emozioni meravigliose. Uniche!

Un paese che si è rivelato una piacevolissima sorpresa, con una accoglienza per noi Italiani che ha superato ogni nostra aspettativa e ciliegina sulla torta, permettetemi la venalità, alla portata di tutte le tasche, Il costo della benzina è di circa 800 lire al litro, fattore che ha senz’altro incentivato ulteriormente i voli!!

I nostri GPS GARMIN 12XL non hanno mai perso una traccia, alimentati con la batteria di bordo, rapidi nell’acquisizione dei satelliti, strumenti indispensabili alla navigazione, i dati riportati in modo semplice e chiaro, con la funzione bussola di una comodità sconcertante, lavorando sempre con sbalzi di temperatura notevoli ed a contatto con la temutissima sabbia.  
E’il caso di dire:Vai e fidati del tuo strumento!!  

Rifornimento nell'oasi.Il mio FLY DATA della DELTATRONIC per l’avionica, ha lavorato in modo eccezionale, sabbia dappertutto (non lo si poteva smontare dal cruscotto tutte le sere!) sempre leggibile in ogni condizione, riportava i parametri del volo con assoluta precisione ed abituato alla strumentazione analogica, sono più che convinto di aver effettuato un ottimo acquisto.  

Le radio hanno avuto una portata inferiore alle aspettative, infatti, le trasmissioni erano chiarissime a distanza ravvicinata, ma oltre il chilometro la trasmissione era fortemente disturbata.

Avremmo preferito dei pneumatici di larghezza maggiore per evitare infossamenti sulla sabbia (due dei nostri Delta ne erano dotati ed hanno potuto apprezzarne le doti). Il delta di Longo in atterraggio in uno OUADI, ha subito la rottura del pneumatico anteriore dovuto ad una pietra tagliente. Benedetti i ricambi portati da casa!!!

I nostri Rotax 503 non hanno mai perso un colpo, nessun trattamento particolare se non la pulizia serale del filtro del carburatore.

Unico guasto da segnalare: Avendo notato dell'olio sull'elica, una fantastica bipala GT blindata, vedo una piccola perdita dal bullone di fuoriuscita dell'olio posto sotto il riduttore, controllando, il riduttore sembrava allentato; smontiamo il riduttore e ben TRE delle quattro viti di  bloccaggio al motore  si erano tranciate di netto, una vite sola mi ha riportato a casa!!!! E adesso che cosa si fa? Riparazione  immediata nella piccola ma super attrezzata officina della PEGASE, modificando della bulloneria che si era miracolosamente materializzata nelle nostre cassette della attrezzatura, filettando a mano e con un flessibile, intervento eseguito da Walter, pilota dalle mani d'oro e Nisar giovane ma validissimo meccanico dello staff.di LONGO che, orgoglioso dell’aiuto prestatomi, ha voluto dopo il mio collaudo, verificare in volo anche lui il suo operato.

Con il rientro verso Tunisi, abbiamo colto l’occasione per visitare alcuni luoghi turistici segnalandovi fra tutti il meraviglioso colosseo a EL JEM e il meraviglioso paesaggio di MATMATA, dove sono state girate alcune scene del mitico “Guerre Stellari”.   
Voltandomi sul sedile a guardare i nostri Delta a riposo sui rimorchi, una malinconia mi ha accompagnato per tutto il viaggio di ritorno.

Nessun luogo è lontano! Luca me basta svoar.

E’ un augurio ad ogni pilota. Per qualcuno potrà essere stata una vacanza normale, per altri un qualche cosa di già visto, ma per noi, gente con un lavoro, una famiglia, una vita di tutti i giorni con il volo nel cuore, è stato il materializzarsi di un sogno.  
Il mio contaore alla partenza da casa segnava 343 ore. Alla partenza da Douz erano 376.  
Trentatrè
  ore di volo indimenticabili, vissute attimo per attimo, con emozioni,
tensioni, sensazioni e scariche di adrenalina, che solo un pilota può vivere, che solo degli amici possono conoscere e che, in questo modo, ho cercato di raccontare.

FABIO  CRIVELLI


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